Introduzione
Quest’anno MokaByte compie trent’anni di attività, che saranno festeggiati nella MokaByte Conference di aprile 2026 [1]. Nel corso delle “Settimane della Moka” che si stanno svolgendo per condurre alla conferenza, abbiamo distribuito le prime copie stampate di Reloaded Adventures. Cronache di Business Agility. Potete scaricare il PDF dalla pagina del libro [2].
L’argomento
Cronache dall’Agilità applicata: potremmo riassumere così il contenuto di questo piccolo volume, nato da una serie di articoli scritti su MokaByte.it, e opportunamente riveduti e corretti.
Esiste un “territorio” di confine nel mondo della consulenza aziendale che necessita di essere continuamente rimappato: da una parte ci sono ottimi manuali, metodologie sensate, framework ben strutturati e e gruppi di lavoro stabili e funzionali; dall’altra si trovano aziende complesse, budget rigidi, scadenze pressanti, eredità tecnologiche ingombranti e dinamiche umane imprevedibili.
Reloaded Adventures è il tentativo di raccontare questo confine: non è un testo accademico, né una raccolta di ricette pronte all’uso. È, piuttosto, una raccolta di esperienze sul campo vissute dai coach di Agile Reloaded, un gruppo di professionisti che ha scelto di non forzare la realtà affinché obbedisca alla teoria, ma di applicare i principi dell’Agilità ai contesti più disparati e difficili.
Il titolo stesso contiene la parola “avventure” e suggerisce lo spirito con cui queste storie vanno lette: ogni capitolo è un viaggio in territorio non sempre agevole, dove l’imprevisto è la norma e dove la soluzione non si trova nella quindicesima slide della presentazione, ma nell’ingegno, nell’ascolto e nel pragmatismo degli attori coinvolti.
Cinque storie, cinque riflessioni
Il libro si snoda attraverso cinque capitoli tematici, ognuno dei quali affronta una sfida critica in un panorama di management moderno. Le storie sono raccontate dai coach / consulenti di Agile Reloaded, un’azienda che da oltre dieci anni accompagna aziende, organizzazioni ed enti nel processo di trasformazione agile e digitale, applicando i principi e le pratiche Lean/Agile.
Capitolo 1 – Un backlog non tanto buono (Pino Decandia)
In un progetto di ambito bank/finance ad alta complessità, la collaborazione tra fornitori diversi era paralizzata da una sostanziale incapacità di collaborare. Come venirne fuori? Con una strategia anticonvenzionale che preveda l’uso di un elemento fondamentale delle metodologie agili, il Product Backlog. Ma, invece di cercare la perfezione, il coach introduce un backlog imperfetto, generato inizialmente con l’AI che, grazie a una serie di passagg inusuali, finisce per funzionare, riuscendo a riattivare la collaborazione tra le persone.
Capitolo 2 – Agilità organizzativa: HR, persone e cultura aziendale (Marco Calzolari)
Qual è il “materiale” di cui sono fatte le organizzazioni? Le persone. Affrontando il malessere del “lavoro raddoppiato” — la mansione “ufficiale” più il lavoro necessario per gestire il caos — il capitolo ridefinisce la carriera distinguendo tra posizione (gerarchia), incarico (temporaneo) e ruolo (identitario). Attraverso il concetto di employability e strumenti come il “radar dei doveri”, veniamo guidati verso un modello in cui la crescita non è solo scalata verticale, ma aumento del valore professionale.
Capitolo 3 – “Sì, ma quanto mi costi?” (Giovanni Puliti)
È possibile conciliare la flessibilità dello sviluppo agile con i budget rigidi di un progetto ad alta tecnologia? In questo capitolo si fa finalmente luce sul mito che “in Agile non si pianifica”, presentando un modello di governance basato su quattro prospettive: avanzamento fisico, spesa reale, previsionale temporale e previsionale economico. Una lezione su come far dialogare il controllo di gestione con l’empirismo di Scrum.
Capitolo 4 – Adattare l’agilità ai contesti aziendali (Stefano Marello)
Se è vero che Agile è applicabile anche al di fuori dello sviluppo software, occorre però anche fare i conti con la specificità di determinati settori industriali. In un progetto del settore aerospaziale — antenne terrestri per la comunicazione con i satelliti — alcune regole auree dell’Agile vengono messe a dura prova. In maniera apparentemente contradditoria, scopriremo perché, in certi contesti, avere un limite basso al Work In Progress (WIP) può determinare seri problemi logistici e perché un diagramma di Gantt, se usato come fonte di informazioni diffuse all’intero gruppo di lavoro, può salvare un progetto. Un inno al pragmatismo contro ogni dogmatismo.
Capitolo 5 – Agile Portfolio Management (Stefano Leli)
L’ultima “avventura” racconta la patologia organizzativa del “voler fare tutto”, che porta a non finire nulla. In questo senso, il Portfolio Management si pone anche come “l’arte di saper dire no”. Attraverso la matrice Impact/Effort e tecniche collaborative di prioritizzazione come il Token Game, il capitolo mostra come allineare la capacità produttiva reale con le ambizioni del business, trasformando la strategia da documento statico a processo di scelta continuo: l’arte di mettere in fila tutto.
Una nota terminologica
Quando si parla di Agile, capita spesso che lo stesso termine venga usato sia per indicare una filosofia fatta di principi e valori, sia per riferirsi a strumenti e pratiche di gestione dei progetti. È comune sentire espressioni come “sviluppare un progetto in Agile”, anche se sarebbe più corretto dire che, per lo sviluppo di quel progetto, si sono adottate pratiche di gestione del progetto ispirate ai principi agili.
Coerentemente con le regole ortografiche della lingua italiana, in questo libro useremo il sostantivo Agile con l’iniziale maiuscola per riferirci al pensiero e ai principi, e l’aggettivo agile con la minuscola per connotare strumenti e pratiche che a questa filosofia fanno riferimento.
Buona lettura!
Riferimenti
[1] MokaByte Conference
https://www.mokaconference.it
[2] La pagina di download del libro
https://mokabyte.it/2026/03/10/reloaded-adventures/